A meno di quattro mesi dalla sua costituzione, la Rete Nazionale dell’Educazione Emotiva consta già di quasi 50 scuole aderenti, provenienti da tutta Italia, e molte altre si stanno organizzando per farne parte.
L’iniziativa nacque proprio a Viterbo qualche anno fa, ma poi si decise di trasferire la scuola capofila della Rete a Grosseto, presso l’Istituto Comprensivo Grosseto 4.
La Rete, attiva per il triennio 2025–2028, è stata fondata da tre istituti che negli ultimi anni si sono distinti per sensibilità pedagogica, innovazione e attenzione al benessere scolastico. Si tratta, come detto, dell’Istituto Comprensivo 4 di Grosseto, scuola capofila nazionale diretta dalla dirigente Anna Maria Carbone, dell’Istituto Comprensivo Carducci di Gaeta guidato dalla dirigente Stefania Geremicca, e dell’Istituto Comprensivo Don Milani di Aquileia diretto da Stefano Zulini. Queste scuole hanno dato vita a un’alleanza educativa che intende mettere a disposizione dell’intero sistema scolastico italiano una struttura stabile di formazione, ricerca, collaborazione istituzionale e innovazione didattica.
La vision della Rete parte da un presupposto semplice, ma rivoluzionario: la scuola non è solo un luogo di apprendimento delle conoscenze, bensì un contesto in cui si cresce come persone. Questo comporta un ripensamento radicale dell’idea di educazione, che non può più prescindere dalla dimensione emotiva e relazionale. Nei documenti di presentazione si ribadisce che le competenze emotive e relazionali sono parte integrante delle competenze da apprendere perchè elementi indispensabili per la piena realizzazione dell’individuo. La scuola ha quindi il compito non solo di insegnare, ma di accompagnare lo sviluppo dell’identità, della consapevolezza di sé, dell’empatia, della capacità di gestire conflitti e frustrazioni.
Questa visione non nasce da un’adesione superficiale a modelli pedagogici di moda, ma da un’analisi concreta dei bisogni emergenti. Le scuole italiane sperimentano quotidianamente quanto la mancata educazione emotiva influisca sul clima scolastico, sulla motivazione, sulla capacità di cooperazione, sulla gestione delle crisi, sulla prevenzione di condotte problematiche che a volte possono sfociare in agiti violenti. Una didattica centrata esclusivamente sui contenuti, per quanto necessaria, non è più sufficiente per rispondere alle sfide del presente. La Rete si propone di superare questa separazione storica tra dimensione cognitiva ed emotiva, attraverso un approccio integrato e continuativo: occorre passare da una scuola che insegna i saperi ad una scuola che insegni il saper essere.
Al centro della mission della Rete c’è la volontà di costruire un modello educativo condiviso, capace di offrire strumenti concreti e scientificamente fondati alle scuole italiane. Per farlo, la rete mira ad agire su più livelli.
Il primo riguarda la formazione. I documenti fondativi specificano che la Rete garantisce un percorso di formazione continua per docenti e personale scolastico, con un’attenzione particolare allo sviluppo delle competenze emotive. Questo significa non solo corsi teorici, ma laboratori pratici, supervisioni, momenti di confronto, osservazioni condivise e attività di ricerca che permettono ai docenti di sperimentare, riflettere e adattare le strategie educative alle diverse situazioni scolastiche.
Il secondo livello è legato alla dimensione scientifica. La Rete collabora con istituzioni universitarie e centri di ricerca, tra cui l’Università di Bolzano e l’Emotional Training Centre di Viterbo, diretto da Rosanna Schiralli e Ulisse Mariani, pionieri della Didattica delle Emozioni®. Queste collaborazioni garantiscono che le pratiche formative non siano improvvisate ma basate su evidenze, processi di valutazione, protocolli consolidati e un dialogo costante tra ricerca e scuola.
Un terzo livello è la produzione di materiali didattici, intesi non come semplici strumenti operativi ma come supporti coerenti con le metodologie dell’educazione emotiva. La collaborazione con il Gruppo Editoriale La Scuola, che negli ultimi anni ha investito in progetti dedicati alla didattica delle emozioni, arricchisce ulteriormente questo patrimonio e permette di offrire agli insegnanti materiali aggiornati, curati scientificamente e facilmente spendibili nell’attività quotidiana.
Infine, la mission comprende anche una forte azione di diffusione culturale. La Rete intende promuovere una nuova narrazione dell’educazione emotiva attraverso convegni, eventi, pubblicazioni, seminari, comunità di pratiche e momenti di confronto che coinvolgono scuole, famiglie, enti pubblici e partner del territorio. L’obiettivo è creare una consapevolezza collettiva sul valore dell’educazione emotiva come strumento di benessere e sviluppo sociale.
Tra poco, inoltre, entreranno nella Rete molti asili nido e scuole dell’infanzia del viterbese.
Per aderire occorre inviare una richiesta alla mail: gric83200r@istruzione.it oppure telefonare direttamente all’Istituto Capofila al 0564 494097.
Ulisse Mariani e Rosanna Schiralli
